La Cooperazione nella filiera Ortofrutticola (aspetti normativi e nuove possibilità)

La cooperazione agroalimentare è una componente importante ed innovativa del sistema agroalimentare nazionale e regionale e delle relative filiere. La cooperazione in agricoltura è una delle tante tipologie di impresa che ritroviamo anche in altri settori come il trasporto, l’editoria, l’edilizia, la sanità, ecc… Ragionare insieme e soprattutto lavorare per progetti insieme, ha già ampiamente dimostrato la validità di tale scelta che risponde così a bisogni vecchi e nuovi delle singole persone, delle famiglie e più in generale della comunità.

Nell’ambito agricolo si è visto che la cooperazione porta a prodotti di grande qualità e i consumatori hanno dimostrato di accordare la loro preferenza a questa tipologia di impresa non solo per la qualità organolettica, naturale e igienico sanitaria dei prodotti, ma anche per l’aspetto etico che l’impresa stessa trasmette

Da un punto di vista legislativo non vi è una definizione precisa di cooperativa agricola o cooperativa agroalimentare. Le aziende agricole che sono socie, vengono considerate come un insieme di imprese agricole che esercitano delle attività inerenti il ciclo biologico naturale vegetale o animale (Codice Civile art. 2135). Tutte insieme esse costituiscono una cooperativa agroalimentare.

La loro cooperazione è senza dubbio un fattore innovativo per il territorio di appartenenza che può aprirsi così a nuove prospettive future. Questo perché le imprese agroalimentari conoscono molto bene il territorio su cui insistono e la materia prima di cui si avvalgono per il loro lavoro, è quasi esclusivamente nazionale. Puntano pertanto alla qualità, piuttosto che alla commercializzazione capitalistica,  ossia a prodotti a marchio comunitario e “Made in Italy”. Ciò li spinge ad investire nella ricerca e in nuovi processi produttivi.

Praticare l’intercooperazione a livello settoriale, garantisce un rapporto privilegiato con il consumatore locale che si estende man mano anche a livello nazionale. Possiamo attestare senza riserve che un sistema di questo tipo è un “produttore naturale” di capitale sociale e insieme attore principale dello sviluppo locale rurale.