Il crollo del prezzo del latte (problematiche inerenti le quote latte e la legislazione comunitaria)

Da circa un anno l’Europa ha detto addio alle quote latte, dopo più di un trentennio di vincoli e regole. L’Italia è entrata nel mercato libro europeo e ha dovuto fare i conti con paesi molto più forti e competitivi, come l’Olanda e la Germania. Abbandonato lo spauracchio delle multe e delle sanzioni, con cui il nostro Paese è stato pesantemente colpito negli anni, ora è la competizione con gli agricoltori esteri ad affacciarsi con più prepotenza. E non è che si vada incontro ad una  situazione migliore.

Un anno dopo la fine delle quote latte, il settore è in ginocchio. Sono aumentati i produttori stranieri e il lavoro degli allevatori locali non è più monitorato da una legislazione che imponeva sì un limite alla produzione di latte per ciascuna impresa, ma che paradossalmente ne garantiva anche l’esistenza.

In realtà già con le quote latte, l’Italia importava il 40% del proprio fabbisogno. Oggi si assiste ad una vera e propria invasione dei marchi esteri. La crisi del settore è molto forte e non accenna a diminuire. Gli addetti al settore attribuiscono all’UE tutta la responsabilità di una scelta che non ha saputo prevedere il futuro del settore lattiero, nel momento in cui si decideva la fine del sistema delle quote latte. Non è stato previsto l’aumento repentino delle produzioni dei paesi del Nord Europa, a discapito delle altre nazioni come la nostra.

Per il futuro cosa si prevede? In tutta Italia le istituzioni denunciano la mala organizzazione delle filiere locali, che si fanno una concorrenza spietata tra loro e disperdono le risorse economiche a disposizione. Sembra che all’estero siano più avanti di noi, avendo pianificato da tempo i prezzi, programmato le quantità  e costituito solide organizzazioni tra i produttori.

Negli ultimi mesi il governo ha messo a punto un “Piano nazionale per il latte” che dovrebbe garantire un certo ordine. Gli allevatori stanno aspettando con ansia il decreto, ma intanto il caos continua.