Controlli del latte e marchiatura degli animali in Provincia di Ragusa

Il latte prodotto dalle aziende ragusane è di ottima qualità. Ciò grazie ai rigidi controlli effettuati all’interno delle stalle sia sul bestiame, sia su tutto il ciclo produttivo, che viene monitorato in ogni sua fase e garantisce il rispetto di tutte le norme igienico sanitarie. Il lavoro degli allevatori locali è risultato pienamente conforme ai parametri di legge e allo standard individuato dalle aziende consorziate.

Basti considerare che solo pochi mesi fa, sono stati fatti dei prelievi nelle stalle ragusane dal nucleo anti-sofisticazione dell’Asp. I risultati sono stati egregi. L’istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo ha proceduto alle analisi di rito, confermando la bontà del latte e la conformità del processo produttivo adottato dalle aziende consorziate. Quale migliore attestazione di “alta qualità”?

E’ stato inoltre riscontrato con altrettanto esito positivo, il trattamento riservato agli animali produttori di latte. Ognuno di essi è marchiato con numeri o lettere, pertanto rintracciato e sempre rintracciabile. E’ curato e vive in ottime condizioni ambientali. Anche questa procedura innalza il livello di qualità del prodotto finale.

E’ un peccato sapere che in quasi tutte le aziende agricole della Regione Sicilia e in particolare nel Ragusano, si è verificata negli ultimi mesi invece una situazione incresciosa.

All’interno degli allevamenti i responsabili hanno sospeso tutti i controlli e i servizi di cui sopra. In tutta la provincia di Ragusa è stato indetto uno sciopero “bianco” da parte delle maggiori sigle sindacali. Il motivo sta nei mancati pagamenti delle spettanze dovute ai dipendenti dell’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia (A.R.A.S.).

Lo sciopero ha significato nessun controllo sulla qualità del latte e sulla marchiatura degli animali. L’anagrafe del bestiame si è fermata nelle registrazioni e nella certificazione degli animali da carne: è tutto sospeso. Gli allevatori, senza i controlli funzionali, rischiano di non percepire neppure un centesimo di contributi comunitari. E rischiano così la paralisi.

L’augurio è che la situazione sia davvero temporanea e si risolva al più presto, perché sarebbe davvero un peccato registrare un calo, in un settore che si è dimostrato un’eccellenza italiana.